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       IL BULLMASTIFF

Il "Bullmastiff" è un molossoide britannico di colore fulvo o tigrato che raccoglie in sè due antichi mastini inglesi le cui origini sono molto antiche:il Bulldog e il Mastiff.
Selezionato all'origine per la lotta contro i tori e successivamente per combattere i bracconieri delle riserve inglesi, il Bullmastiff appartiene al gruppo dei molossoidi ed è caratterizzato da un corpo particolarmente massiccio e atletico al tempo stesso, da un cranio largo e da un corto muso con maschera facciale nera tale da conferire un aspetto severo e degno di rispetto.
Dei suoi due antenati, il Bulldog e il Mastiff, ha ereditato le qualità più adattabili alla convivenza con l'uomo moderno; 
non è imponente e pesante quanto il Mastiff e allo stesso tempo non è così rimpicciolito quanto il Bulldog modificato in cane quasi da compagnia.
Il Bullmastiff venne riconosciuto ufficialmente come razza nel 1924, anno in cui il Kennel Club lo introdusse nella cinofilia inglese. Nel dicembre dello stesso anno, il Kennel Club divise il libro delle origini del Bullmastiff in due parti: un registro che annotava soggetti puri perchè figli e nipoti di Bullmastiff e un altro detto "AOV (Any Other Variety), in cui iscrivere soggetti tipici ma frutto di incroci.
Personaggio chiave dell'evoluzione moderna della razza, nonchè creatore del Bullmastiff sulla base di un'elaborazione teorica a lungo studiata fu S.E.Moseley.
Partendo da Mastiff e Bulldog di purissima razza, teorizzò che il Bullmastiff ideale doveva contenere per il 60% caratteristiche del Mastiff e per il 40% del Bulldog. 
Dopo una lunghissima serie di accoppiamenti tra queste due razze e senza nulla improvvisare, nel lontano 1921, ottenne il suo primo prodotto Bullmastiff chiamato "Farcroft Fidelity".
ImageTanti furono i seguaci della sua teoria, ma nessun altro appassionato mise in pratica il complicato percorso di Moseley.
Possiamo senza dubbio affermare che l'influenza dei Farcroft nella razza è stata basilare e di conseguenza S.E. Moseley è il padre del Bullmastiff.
Risulta alquanto difficile sintetizzare in poche righe la storia di una razza. Si cadrebbe nell'equivoco di estremizzare la stessa in un elenco di nomi di soggetti che l'hanno rappresentata; sono esemplari passati alla storia per eccellenti qualità psicofisiche tipiche dei grandi riproduttori. Le sole qualità fisiche non rappresentano infatti i canoni sufficienti per portare avanti una razza. La riproduzione e la congiunzione di determinati pregi e difetti dei soggetti fanno la differenza nella previsione e nella determinazione della razza. Non sempre i grandi vncitori nei ring espositivi di oggi saranno fondamentali per il bene della razza e ricordati per lunghi anni. La selezione della razza deve tenere conto non solo della bellezza fisica, ma anche e soprattutto della salute del soggetto e di come riesce a trasmettere tale benessere in fase riproduttiva. 
Chi costruisce una razza dovrebbe avere come obiettivo primario la modestia e l'apertura mentale a consolidare le proprie conoscenze anche con altre linee di sangue diverse dalle proprie che possano contribuire a farla crescere. 
Non è importante che un Bullmastiff sia nato in Inghilterra, o in altre parti del mondo per essere considerato stupendo, o che porti il nome di un famoso allevamento. Occorre capire i difetti del proprio soggetto per scegliere lo stallone più idoneo o cercare un rinnovamento, se si vuole davvero entrare nella razza. 
"Il Bullmastiff è fedele e intrepido, ma non feroce. E' abbastanza grosso da essere potente ma non troppo grosso da non essere attivo." S.E.Moseley.

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FCI Standard N° 157 /19.01.2011
BULLMASTIFF
ORIGINE: Gran Bretagna
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE:
1310.2010
UTILIZZAZIONE: Cane da guardia
CLASSIFICAZIONE F.C.I. Gruppo 2 Cani tipo Pinscher e Schnauzer, Molossoidi
Cani bovari svizzeri
Sezione 2.1 Molossoidi – tipo mastino
Senza prova di lavoro
ASPETTO GENERALE
Potentemente costruito, armonioso; mostra grande potenza, ma non è pesante. E’robusto e attivo.
COMPORTAMENTO/CARATTERE
Potente, resistente, attivo e affidabile. Brioso, vigile e fedele
TESTA:
REGIONE DEL CRANIO
Cranio visto da qualsiasi parte il cranio è largo e quadrato, con giuste pieghe quando il cane è attento, ma senza pieghe quando è a riposo. 
Ampio e profondo.
Stop: pronunciato

REGIONE DEL MUSO
Tartufo largo con narici ampiamente aperte; se visto di profilo piatto, non appuntito né all’insù.
Muso: corto; la distanza dalla punta del tartufo allo stop è circa ⅓ della
lunghezza dalla punta del naso al centro dell’occipite; ampio sotto gli
occhi mantiene quasi la stessa larghezza fino alla fine del tartufo;
smussato e di taglio quadrato, forma un angolo retto con la linea
superiore della faccia, e allo stesso tempo è proporzionato al cranio.
Labbra non sono pendule; non devono scendere mai al di sotto del livello della mascella inferiore.
Mascelle/Denti 
La mascella inferiore è ampia fino alla fine. Desiderata la
chiusura a tenaglia (bordo contro bordo), ma un leggero prognatismo è
ammesso ma non preferito. I canini sono grandi e ben distanziati; gli altri
denti sono forti, regolari e ben impiantati.
Guance: ben piene.
Occhi scuri o nocciola, di media misura, ben separati dalla larghezza del muso,
con la sutura metopica fra di loro. Occhi chiari o gialli sono decisamente
indesiderabili.
Orecchi a forma di V, la piega è bassa; inseriti distanziati e alti, a livello
dell’occipite, dando aspetto quadrato al cranio il che è molto importante.
Piccoli e in colore più scuro del corpo. Quando il cane è in attenzione, la
punta dell’orecchio arriva a livello degli occhi. Gli orecchi a rosa sono
decisamente indesiderabili
COLLO ben arcuato, di moderata lunghezza, molto muscoloso; la sua
circonferenza è quasi uguale a quella del cranio.
CORPO
Dorso corto e diritto, che imprime un movimento raccolto, ma non così corto da
interferire con l’azione. Un dorso cifotico e avvallato è decisamente
indesiderabile
Rene è largo e muscoloso e il fianco di buona profondità
Torace ampio e alto, ben disceso fra gli arti anteriori, con sterno profondo
CODA inserita alta, forte alla radice, assottigliandosi raggiunge il garretto;
portata diritta o ricurva, ma non alla maniera dei segugi. Coda a
manovella decisamente indesiderabile
ARTI
ANTERIORI.
Aspetto generale: Gli arti anteriori sono ben distanziati e in appiombo
Spalle muscolose, oblique e potenti, ma non cariche.
Avambraccio: arti potenti e diritti, con buona ossatura
Metacarpi diritti e forti
Piedi anteriori ben arcuati, da gatto, con dita arrotondate, cuscinetti duri. Desiderate le unghie scure. Piedi aperti decisamente indesiderabili.
POSTERIORI
Aspetto generale: forti e muscolosi
Gambe ben sviluppate, che mostrano potenza e attività, ma non pesanti.
Garretti moderatamente angolati; i garretti vaccini decisamente indesiderabili
Piedi posteriori ben arcuati, da gatto, con dita arrotondate, cuscinetti duri.
Desiderate le unghie scure. Piedi aperti decisamente indesiderabili.
ANDATURA
Il movimento indica potenza e determinazione. Quando avanza in
linea retta, né gli arti anteriori né i posteriori devono incrociarsi o
intrecciarsi, poiché l’anteriore destro e il posteriore sinistro devono
alzarsi e ricadere allo stesso tempo. Una ferma linea dorsale non alterata
dalla potente spinta del posteriore, denota un movimento equilibrato e
armonioso.
MANTELLO
PELO corto e duro, resistente alle intemperie; è appiattito sul corpo. Un pelo lungo, serico o lanoso è altamente indesiderabile.
COLORE qualsiasi sfumatura di tigrato, fulvo o rosso. Il colore deve essere puro netto. Una leggera macchia bianca sul petto è permessa. Altre macchie bianche sono indesiderabili. Essenziale il nero al muso, nero che va
sfumando verso gli occhi, che sono circondati da macchie scure, il che
contribuisce a conferire la tipica espressione.
TAGLIA E PESO
Altezza al garrese: Maschi. 64 – 69 cm
Femmine. 61 – 66 cm
Peso: Maschi 50 – 59 Kg
Femmine 41 – 50 Kg
DIFETTI : qualsiasi deviazione a quanto sopra deve essere considerato difetto che
sarà penalizzato a seconda della sua gravità, e delle conseguenze sulla salute e il enessere del cane.
DIFETTI DA SQUALIFICA
 Cane aggressivo o eccessivamente timido
 Qualsiasi cane che presenti in modo evidente delle anomalie d’ordine fisico o  comportamentale sarà qualificato.
N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto.
Lo standard del Bullmastiff chiarisce in maniera netta e definitiva l'aspetto generale che ogni soggetto detiene nella sua natura genealogica, sottolineando senza compromessi l'essenza della potenza, senza pesantezza. 
Nondimeno la piche del Bullmastiff delinea l'equilibrio della razza conducendola a non essere un cane portato all'attacco sconsiderato.
Infatti se risaliamo alle sue origini, cane in aiuto dei guardiacaccia, avente il compito di sottomettere i bracconieri, senza infierire, definiscono un ideale di cane votato alla guardia e alla difesa mantenendo sempre un atteggiamento leale ed equilibrato al tempo stesso. 
Il carattere però è anche legato alla singolarità del soggetto e alla sua educazione: l'allevatore attento è nella facoltà di dare precise indicazioni sulle attitudini individuali, allorquando si rendano evidenti nell' ambito della cucciolata. 
L'importanza dell'imprinting (lasciare l'impronta) è quel determinato fenomeno, che avviene in una precisa fase dell'esistenza, attraverso il quale il cane perviene al riconoscimento dei consimili.
Nel Bullmastiff l'imprinting inizia intorno alla terza settimana di vita, periodo in cui sono attivate tutte le capacità sensoriali. 
In questo periodo, che si protrae fino alla settima settimana di età, la madre vera o quella adottiva in caso di messa a balia, rappresenta la figura centrale di questo processo di apprendimento; le sue azioni vengono memorizzate dal cucciolo, che  utilizzerà queste percezioni sviluppate per il riconoscimento dei conspecifici. L'intenso contatto con l'uomo in questa specifica fase, farà si che in futuro il cucciolo acquisirà un'intensa familiarità con esso. I processi di apprendimento nella fase di imprinting hanno un limite temporale e lasceranno una traccia profonda sui suoi comportamenti in questo periodo.
Esperienze sgradevoli o traumatiche possono assumere effetti negativi a livello psichico. L'imprinting condizionerà in maniera significativa il periodo successivo della socializzazione; una sua mancanza parziale o totale può provocare nel Bullmastiff danni comportamentali. Se viene dato nella giusta misura contribuirà sicuramente al suo sviluppo cognitivo. Nella fase di socializzazione, un ruolo di grande importanza nella formazione caratteriale del Bullmastiff, lo occupa il gioco. Infatti il cucciolo attraverso gli stimoli che offre il gioco ha la possibilità di mettere in moto le proprie capacità sensoriali, motorie, apprendimento e coordinamento. E' attraverso questo prezioso strumento che il giovane Bullmastiff impara a dosare la forza del proprio morso e ad affinare le proprie capacità comunicative con i consimili. 
Un'insufficiente attività ludica durante il periodo formativo del cucciolo potrebbe sfociare in comportamenti di esagerato timore o di iperaggressività. 
Un ottimo esemplare di bullmastiff è il risultato del giusto equilbrio che si instaura fra tre fattori: genetica,alimentazione e educazione.
La selezione del Bullmastiff ha come punto di riferimento iniziale la scelta di una fattrice corretta secondo lo standard. Per la femmina in questione si deve poi scegliere lo stallone sulla base di una serie di criteri.
Il criterio estetico si predilige qualora il maschio abbia caratteristiche simili al tipo ideale.
Il criterio genetico prevede che il maschio debba essere legato alla fattrice da un certo grado di parentela tale da determinare la qualità della prole con un'alta percentuale.
Il criterio genealogico è uno studio sui pedigree che consente di scegliere linee di sangue portatrici di caratteristiche ben fissate.
Per quanto riguarda l'alimentazione del Bullmastiff, è bene sottolineare che alla base di una crescita corretta ci deve essere un'educazione alimentare equilibrata. In primo luogo dobbiamo tenere presente che il cane è un animale carnivoro che nel corso degli anni si è adattato a sintetizzare altri generi alimentari. La struttura dell'apparato digerente detta le norme primarie per una corretta alimentazione: lo stomaco grande e l'intestino breve sono predisposti alla metabolizzazione di pasti ricchi, cioè ad alto valore proteico e lipidico, intervallati da periodi lunghi. Nella formulazione della dieta del Bullmastiff è bene scegliere alimenti validi che possiedano aminoacidi essenziali altamente digeribili come carne, pesce e uova. I grassi ricoprono un ruolo importante in quanto l'organismo ne ha particolare bisogno durante lo sviluppo e nei periodi di intenza attività fisica. Al fine di prevenire affezioni cutanee risulta vantaggioso sommistrare alimenti ricchi di acidi grassi essenziali contenuti in alcuni alimenti di origine animale, nell'olio di mais e in quello di girasole.
I carboidrati insieme ai grassi costituiscono una fonte di energia. Sono necessari dal momento che vengono chiesti sforzi brevi e intensi. Sono costituiti da zuccheri a catene corti nel caso di zuccheri semplici, o più lunghe nel caso di amidi. Gli zucccheri semplici sono facilmente assimilabili, mentre quelli complessi richiedono lunghi tempi di assimilazione. 
Oggi esistono in commercio alimenti preconfezionati da aziende specializzate che a seconda dell'età e della taglia del cane offrono ai consumatori svariate scelte per alimentare i soggetti in tutto l'arco della loro vita. E' bene scegliere confezioni che contengano tutti gli ingredienti necessari tenendo sempre conto del fatto che il Bullmastiff è un cane che deve mantenere un rapporto peso altezza ideale; non deve mai presentarsi con un tasso di adipe superiore alla norma poichè è un cane atletico e oltretutto l'obesità ha effetti negativi sulla sua salute in generale.
La dieta Barf, al contrario di quella industriale, consiste nell'alimentare il proprio cane ed altri carnivori con carne cruda, ossa edibili e organi.
Presenta il vantaggio di selezionare gli ingredienti direttamente da noi stessi senza l'ausilio di conservanti e additivi presenti nella dieta di alimenti secchi preconfezionati.
Molte razze del “Gruppo 2 “sono addestrate all'obbedienza perchè a parecchie viene richiesto il superamento di una prova di Lavoro al fine di poter intraprendere nella carriera espositiva il titolo di Campione. Di tale pratica viene esonerato il Bullmastiff ma ciò non significa che il proprietario non possa intraprendere una strada che porti il proprio esemplare ad acquisire parametri educativi che possano rivestire lati positivi e lati negativi. E' buona norma rivolgersi a tal fine a figure specializzate nell'educazione cinofila poichè il Bullmastiff essendo una razza particolarmente recettiva agli stimoli esterni potrebbe diventare pericoloso se preparato malamente, le cui basi fondamentali d'obbedienza siano state surclassate, risultando una macchina incontrollabile, a cui sarebbe faticoso mettere freno una volta lanciata. L'altro lato della medaglia rileva come molti soggetti lasciati a se stessi, risultino privi non solo di qualsiasi introduzione all'addestramento, ma anche di nozioni basilari dell'educazione. Ritengo sia opportuno innanzitutto fornire piccole nozioni sull'educazione a partire dalla giovanissima età, abituandolo  alla condotta al guinzaglio. L'educazione al guinzaglio deve iniziare come un gioco e deve procedere per gradi. Il cucciolo gradualmente verrà esposto a situazioni esterne al proprio habitat, in un mondo che non conosce e acquisirà fiducia in se stesso e al proprio conduttore.
L'ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) istituisce il Registro degli addestratori cinofili e il Registro dei conduttori di esposizione nell'ambito delle attività connesse al Libro genealogico. 
All'addestratore cinofilo compete l'educazione dei cani per prepararli al superamento delle verifiche zootecniche previste dalle differenti prove di lavoro, in modo da esaltarne le specifiche qualità naturali a seconda dell'impiego e della loro affidabilit・ 
Al conduttore cinofilo di esposizione (detto handler) compete educare i cani e prepararli al giudizio dell'esperto giudice nelle verifiche zootecniche di carattere morfologico (esposizioni, raduni di razza) in modo da esaltarne le specifiche qualit・naturali. 
A mio parere è un bene per il Bullmastiff che esista la figura dell'handler per inserire i soggetti gradualmente e con professionalità al mondo espositivo.
Ricordiamoci che inserire senza una preparazione di base un Bullmastiff nei ring non solo è controproducente per il fatto che il soggetto non avendo acquisito le nozioni basilari espositivi non può rendere quanto dovrebbe ma, si rischia anche di causare danni psichici di rilevante importanza se il soggetto in quel frangente non accettasse quel tipo di impatto o inserimento a quella realtà.
Rivolgersi a un handler significa dare una formazione professionale al proprio Bullmastiff da esporre in modo da insegnargli a presentarsi e a condursi dinanzi al giudice, a sfilare come una modella professionista.

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